SANTUARIO SOMBRENO, PRESENTAZIONE

Durata file audio: 2.40
Autore: Liceo Giovanni Falcone Bergamo
Italiano Lingua: Italiano

Ciao, sono Alessia, studentessa del liceo Falcone di Bergamo; oggi sono la tua guida personale e ti do il benvenuto ad una delle meraviglie del mondo: il Santuario di Sombreno, a Paladina.

Hai parcheggiato l’auto vicino a Villa Agliardi e sei salito per l’antica scaletta fino al prato antistante il santuario.

Immerso nel Parco dei Colli, il Santuario della Madonna di Sombreno è il punto di partenza per quattro passi nella natura.

Nei dintorni, infatti, ci sono diversi sentieri e piste ciclabili; ad esempio il sentiero di Ilaria che ti porta fino al Colle dei Roccoli.

Due dei sentieri più gettonati sono la Madonna della Castagna e Valsecca che raggiungi costeggiando il torrente e facendo una tranquilla passeggiata immerso nella natura.

La vista che hai davanti è veramente stupenda.

Il santuario è composto da una cappelletta, entra e vedrai la meravigliosa statua lignea della Madonna che regge il Cristo morto. Adesso sei pronto per visitare il santuario vero e proprio.

Fatti guidare dalle melodiose note dell’organo restaurato mentre percorri la navata e ammiri i numerosi affreschi di Pietro Baschenis, di Carlo Ceresa, di Bartolomeo Genovesino e Carlo Mariani.

Questa chiesa è stata eretta nel 1493 e completamente ristrutturata nel 1600, quando venne abbellita con numerose decorazioni.

Adesso sei al centro della chiesa, guarda in alto e lasciati meravigliare!

Appeso al soffitto della chiesa, in posizione quasi centrale, è possibile vedere un enorme osso lungo circa 1,80 metri. Cosa sarà mai? Un drago, un mammut o semplicemente il resto di un pantagruelico banchetto? Alcune interessanti leggende narrano di un pericoloso drago che seminava morte e distruzione nelle aree circostanti. Il bellicoso drago sorgeva ogni notte dalle acque dello scomparso lago di Gerundo ed attaccava i villaggi circostanti, fino a quando un giovane e coraggioso cavaliere, il cui nome è rimasto sconosciuto, affrontò e finalmente uccise l’enorme bestia. Egli donò alcune parti della bestia alle diocesi locali: una di queste finì appunto nel Santuario di Sombreno.

Il Professor Enrico Caffi classificò la costola come appartenente ad un mammut preistorico.

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