SAINTE CHAPELLE, ESTERNO

Durata file audio: 2.43
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

Ora che hai preso confidenza con il palazzo, è il momento di visitare la cappella. Vai quindi all’ingresso principale del Palazzo di Giustizia in corrispondenza della Cour de Mai, la Corte di Maggio, chiusa da una bella cancellata settecentesca. Anche le mura circostanti risalgono al ’700, con abbondanti ritocchi ottocenteschi.

Mentre tutte le altre parti del palazzo sono state modificate, potrai vedere la cappella esattamente come la vedevano i re medievali della dinastia dei Capeti, a parte gli inevitabili restauri. Anche la guglia che svetta in cima al complesso è stata rifatta nell’800. È altissima, affilata e rivestita di piombo, pesa la bellezza di 230 tonnellate!

Costruita nel 1242, la cappella ti offre uno dei migliori esempi dello stile gotico maturo, e preparati allo spettacolo emozionante delle sue straordinarie vetrate colorate. La cappella è detta “santa” per via delle preziose reliquie che vi pose Luigi IX, il re che fu fatto santo anche per avere combattuto nella Settima e Ottava Crociata. Queste reliquie, fra cui alcuni frammenti della Croce e della corona di spine di Cristo, erano considerate un vero e proprio tesoro del regno di Francia: durante la Rivoluzione sono state in parte disperse, e il baldacchino in cui erano contenute è andato distrutto.

Ti basta guardare la facciata, con i suoi due portici sovrapposti, per capire che l’interno è suddiviso in due piani. Del resto la forma particolare della Cappella, alta 42 metri ma lunga solo 36, prevedeva evidentemente un doppio spazio in orizzontale: difatti una cappella inferiore più bassa e robusta ne sorregge una superiore molto leggera e slanciata. La decorazione scultorea della facciata è stata rifatta a metà dell’800.

All’ingresso ti ritrovi subito nella cappella inferiore, che era riservata al personale del palazzo: qui, nel pavimento puoi ammirare lapidi tombali medievali. Le volte sono alte 6 metri e mezzo e sono sorrette da quattordici tozze colonne. Purtroppo l’aspetto d’insieme risulta un po’ falsato dai pesanti restauri ottocenteschi.

 

CURIOSITÀ: La guglia della Sainte Chapelle è stata spesso paragonata all’albero di una nave, e in effetti la punta dell’isola sembra la prua di un’imbarcazione che solca la Senna. All’isola è legato anche lo stemma e il motto in latino della città di Parigi, in cui è raffigurata una nave con la scritta “fluctuat nec mergitur”, “galleggia e non affonda”.

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