MUSEO ACROPOLI, PRIMO PIANO EFEBO DI CRIZIO E KORE COL PEPLO

Durata file audio: 2.50
Italiano Lingua: Italiano

L’Efebo di Crizio, o Kritios, è uno dei massimi capolavori della scultura greca e una delle più importanti del museo, perché è la prima testimonianza del passaggio dall’arte arcaica all’arte cosiddetta severa: il felice sorriso che caratterizzava i volti delle opere dell’arcaismo è infatti scomparso per essere sostituito da un senso di consapevolezza, e anche di maggiore realismo.

La statua in marmo alta 86 centimetri è stata scolpita verso il 480 avanti Cristo. La capigliatura dell'Efebo, con i capelli corti e acconciati attorno ad un anello, presumibilmente metallico, appoggiato all'altezza delle tempie, fa pensare che la statua rappresenti un dio o un eroe.

Nell’Antica Grecia, era comune rappresentare ragazzi nudi in piedi, nell’atto di avanzare, come puoi notare dalla posizione delle gambe. Queste statue erano chiamate kouros, cioè ragazzo. Nella sala ne vedrai altre di epoche diverse.

Il kouros era sempre rappresentato nudo, poiché la nudità maschile non era un tabù, perfino gli atleti infatti gareggiavano nudi.

Troverai anche statue di ragazze, chiamate Kore, che invece sono sempre raffigurate vestite ed immobili, perché in un certo senso, l’uomo rappresentava l’azione, mentre la donna incarnava l’energia primordiale e la purezza.

La statua più significativa di una fanciulla è la “Kore col peplo”, dal nome dell’abito tipico delle donne greche del tempo. È un vero capolavoro della scultura arcaica, semplice ed essenziale nella sua solenne presenza, e conserva tracce del vivace colore originale. La parte inferiore sostiene armoniosamente il busto: noterai come, dopo lo stacco della cintura, sboccia la casta delicatezza del petto, coronata dal volto fresco di gioventù, ancora atteggiato nel felice sorriso arcaico e incorniciato dai lunghi riccioli.

Anche le altre statue di Kore della sala sono leggiadre, brillanti e piacevoli, ricche di colore, raffinate nell’esecuzione, ricercate nell’acconciatura alla moda, a volte fin troppo accattivanti nel sorriso. L’attenzione è tutta sull’aspetto esteriore, esaltato dal colore prezioso. Spesso i seni sono in particolare risalto, adornati dalle trecce. Possiamo dire che mentre la prima kore era un’opera dedicata agli dei, queste sembrano fatte per il piacere degli uomini.

 

Curiosità: La testa dell’Efebo è stata ritrovata anni dopo il corpo ed è stata sostituita al posto di quella che precedentemente si pensava gli appartenesse.

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