MUSEO ARCHEOLOGICO DI ATENE, EFEBO DI ANTICITERA SALA 28

Durata file audio: 2.30
Italiano Lingua: Italiano

Sei di fronte ad un altro dei capolavori del museo, la maestosa statua in bronzo nota come “Efebo di Anticitera”. Subì la sorte di altri bronzi e fu recuperata nel 1900 nel mare dell’isoletta di Anticitera, dal relitto di una nave romana che la stava portando in Italia insieme ad altre sculture in bronzo e in marmo.

L’opera è attribuita a Eufranore e datata intorno al 335 avanti Cristo. La statua è alta un metro e novantasei centimetri, ed è stata ritrovata in numerosi pezzi e ricomposta in modo definitivo nel 1953.

È chiaro che il giovane teneva in mano un oggetto, ma non sappiamo quale e solo sapendolo si potrebbe dare un nome all’eroe raffigurato. Tra le varie interpretazioni, c’è chi sostiene che si tratti di Perseo, che uccise la terribile Medusa tagliandole la testa irta di serpenti, che ora mostrerebbe come un trofeo. Un’altra ipotesi si riferisce al celebre mito di Paride, ritenuto il più bello tra gli uomini, che qui sarebbe immortalato nel momento di consegnare un frutto d’oro ad Afrodite. Ma in entrambi i casi mancano alcune classiche caratteristiche degli eroi. Altri sostengono che possa anche essere un atleta che mostra un trofeo.

Osserva la sicura rappresentazione del corpo, solido nella muscolatura e perfettamente bilanciato nei suoi movimenti. Il bellissimo giovane è saldamente piantato sulla gamba sinistra, con la destra flessa alla fine del passo, ha il braccio sinistro steso lungo il corpo e il destro teso a sostenere il discusso oggetto, oggi scomparso. Nota lo sguardo dell’eroe, che conserva gli espressivi occhi in pasta vitrea, così importanti per dare vita all’opera.

 

 

Curiosità: Durante il recupero della statua è stata trovata anche la famosa Macchina di Anticitera, che trovi nella sala 38 del Museo. La macchina, di cui vedrai anche una ricostruzione funzionante, è il più antico calcolatore meccanico conosciuto, datato tra il 150 e il 100 a.C. o, secondo ipotesi più recenti, al 250 a.C. 

Si tratta di un sofisticato planetario, mosso da ruote dentate, che serviva per calcolare il sorgere del sole, le fasi lunari, i movimenti dei cinque pianeti allora conosciuti, gli equinozi, i mesi, i giorni della settimana e le date dei giochi olimpici.

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