UFFIZI, SALA DI MICHELANGELO

Durata file audio: 2.41
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

Entrando nella sala dedicata a Michelangelo e agli artisti fiorentini del ‘500 noterai subito un curioso dipinto circolare che raffigura la Sacra Famiglia con san Giovannino, meglio noto come Tondo Doni.

È l’unico dipinto su tavola integro e completamente di mano di Michelangelo. Soffermati davanti, non è solo un “must”; è anche l’occasione per te di scoprire, ancora una volta, la straordinaria originalità artistica del maestro del David.

Michelangelo era appena rientrato a Firenze dopo essersi coperto di gloria a Roma con la scultura della Pietà vaticana, quando l’opera gli fu commissionata dal ricco banchiere Angelo Doni, forse in occasione delle sue nozze. Se la scelta del formato ti sembra strana, sappi che nella Firenze del primo ‘500 c’era una solida tradizione di pittura su supporto circolare.

Come dimostrano negli stessi Uffizi le tavole di Botticelli, l’uso del tondo era molto diffuso, specie nelle residenze delle famiglie più ricche, che festeggiavano la continuità della stirpe anche ordinando dipinti dalla forma circolare.

Il tema è la Sacra Famiglia: oltre a Maria, Giuseppe e Gesù Bambino, c’è anche il piccolo San Giovanni, cugino di Gesù. Michelangelo interpreta questo soggetto religioso in modo singolare. Noterai sullo sfondo un gruppo di uomini nudi, nei quali la critica ha spesso visto un’allusione al mondo pagano e quindi all’umanità in uno stadio precedente la venuta di Cristo. Di certo non è facile spiegare quest’opera enigmatica!

Oltre all’originale composizione a spirale della Sacra Famiglia, in netto contrasto con la disposizione orizzontale degli uomini nudi, fai caso alla scelta innovativa dei colori smaltati e alla potenza delle figure. Prova a immaginare di metterti nella posa della Madonna, e noterai quanto sia scomoda. È la Vergine a passare il Figlio a Giuseppe o l’opposto? Perché Maria non si gira verso Giuseppe per semplificare il movimento? Sono domande a cui non sappiamo rispondere, ma che ti portano a gustare ancora di più le soluzioni audaci ideate dall’artista. Di certo, in quest’opera Michelangelo esprime un nuovo linguaggio visivo che si allontana dalle forme serene ed equilibrate del ‘400 e pone le basi per il successivo Manierismo.

 

CURIOSITÀ: Appena ebbe finito il tondo, Michelangelo lo mandò al suo committente Doni, chiedendo un prezzo di 70 ducati. Ma il banchiere ne offrì 40. Allora l’artista fece riportare indietro la tavola e acconsentì a rivendergliela solo a un prezzo raddoppiato, 140 ducati!

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