SANTA MARIA DELLE GRAZIE - CENACOLO, Esterno - Interno

Durata file audio: 2.09
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

Stai per visitare il complesso architettonico e decorativo che più di ogni altro monumento rappresenta la magnificenza della dinastia degli Sforza a Milano: la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Guarda l’esterno della chiesa da corso Magenta (ma fai attenzione al passaggio dei tram!): potrai riconoscere due fasi di costruzione, vicine nel tempo ma molto diverse.

La parte anteriore della chiesa, ancora legata alla tradizione gotica, risale alla seconda metà del 400. La grandiosa cupola, il piccolo chiostro e la sagrestia fanno invece parte dell’intervento voluto da Ludovico il Moro e affidato sul finire del 400 all'architetto Donato Bramante, che progettò anche il bel portale di marmo che spicca sui mattoni della facciata.

 

Ora metti in pausa ed entra nella chiesa.

 

All’interno della chiesa, noterai che le pareti e le arcate sono rivestite da una vivace decorazione pittorica, di cui fanno parte anche i frati dell’ordine domenicano affrescati sui pilastri laterali.

Il dominio di Ludovico il Moro ebbe una fine improvvisa e tragica, quando il ducato di Milano fu invaso dall’esercito del re di Francia nell’anno 1500. Per fortuna a quel tempo i lavori della chiesa erano praticamente finiti. Nel corso dei secoli le sono state aggiunte delle magnifiche opere d’arte, fra cui l’affresco di Gaudenzio Ferrari che ti invito a guardare con particolare attenzione: rappresenta le scene della Passione e si trova nella quarta cappella di destra.

In fondo alle navate, una larga scalinata porta a un piano rialzato detto “tribuna”, molto luminoso e solenne, che fu progettato dal Bramante per ospitare il sepolcro di Ludovico il Moro. In realtà, il duca morì in Francia, in esilio: la sua tomba, rimasta vuota, non venne mai installata alle Grazie e si trova oggi nella Certosa di Pavia.

 

CURIOSITÀ: la Chiesa, con l’annesso Cenacolo, è stata la prima opera d’arte italiana in ordine di tempo a venire classificata come Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco.

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