CAPODIMONTE, Cinquecento

Durata file audio: 2.43
Italiano Lingua: Italiano
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA


A Capodimonte puoi ammirare una quantità cospicua di opere rinascimentali, in parte provenienti dalla collezione Farnese, di cui ti ho già parlato, e in parte arrivate grazie a donazioni e acquisti.

Comincia dalle figure del Padre Eterno e della Vergine, frammenti di una composizione che Raffaello dipinse quando aveva appena sedici anni. Ti segnalo poi due ritratti di artisti veneti: L’inflessibile vescovo di Treviso Bernardo De Rossi, dipinto da Lorenzo Lotto, e il Frate francescano Luca Pacioli, celebre matematico, immortalato mentre dà lezione di geometria ad un allievo. Quest’ultima opera è probabilmente del veneziano Jacopo de’ Barbari, poco conosciuto ma non per questo poco importante.

Altri due straordinari ritratti da non perdere, dipinti entrambi da Sebastiano del Piombo, raffigurano papa Clemente VII. Il primo ti presenta il papa poco dopo la sua elezione, pieno di energia e senso del potere; l’altro invece te lo mostra dopo il drammatico Sacco di Roma, in cui i mercenari tedeschi devastarono la città nel 1527. La barba brizzolata che vedi nel secondo ritratto non è casuale: il papa se la fece crescere in segno di penitenza.

Goditi poi le piccole e sorridenti tele del pittore parmigiano Correggio, fra cui una deliziosa Madonna col Bambino tanto semplice e popolaresca da essere nota con il soprannome di “la Zingarella”.

Fra i dipinti del secondo ‘500 ti raccomando alcune chicche internazionali. Il pittore El Greco, nato a Creta formato a Venezia e affermatosi in Spagna, ti propone un affascinante esperimento d’illuminazione notturna nel suo quadro intitolato Ragazzo che soffia su un tizzone acceso. Passa poi a due capolavori del fiammingo Pieter Brueghel il Vecchio, pieni di umorismo amaro: il primo è intitolato La Parabola dei ciechi, ispirato al Vangelo, a ricordarti che se non scegli bene la tua guida andrai a finire anche tu, come questi ciechi, in un fosso. Il secondo, intitolato Il Misantropo ti mostra un personaggio arcigno che passeggia, mentre un ragazzino lo sbeffeggia e lo deruba.

Per finire in bellezza, vai a guardarti gli arazzi tessuti a Bruxelles pochi anni dopo La battaglia di Pavia, in cui nel 1525 gli spagnoli sconfissero Francesco I di Francia: oltre che un’opera d’arte eccezionale, sono pure una testimonianza storica preziosissima.

 

CURIOSITÀ: Nel quadro Il Misantropo, se guardi con attenzione la borsa che il ragazzino sta tagliando noterai che ha la forma di un cuore. Il messaggio è amaro: vivere tra gli uomini inaridisce i sentimenti.

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