CAPODIMONTE, TIZIANO

Durata file audio: 2.53
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

Naturalmente nella collezione Farnese potrai ammirare parecchie opere di pittori emiliani, come Correggio e Parmigianino, ma la sala più affascinante è senz’altro quella con le opere che Tiziano dipinse a Roma fra il 1545 e il 1546, quando fu ospite di papa Paolo III Farnese.

Il grande Ritratto di papa Paolo III con i nipoti Alessandro e Ottavio Farnese è il più importante dei dipinti eseguiti per i Farnese, e uno dei massimi capolavori di tutti i tempi nell’arte del ritratto. Tiziano adotta qui una tecnica particolare, lasciando alcuni dettagli quasi incompiuti per accentuare l’atmosfera di intrigo e di cerimoniosità. In un’armonia di rossi che è insieme sontuosa e soffocante, in questa grande tela puoi leggere l’impressione che Tiziano ricavò dal suo soggiorno romano. La triangolazione psicologica fra il pontefice, apparentemente decrepito e fragile ma dallo sguardo di vecchia volpe, il giovane cardinale Alessandro appoggiato con noncuranza al seggiolone dello zio, e il nipote Ottavio che s’inchina, è davvero degna di una tragedia shakespeariana. Inoltre, la posa di Ottavio è una parodia di una delle più famose statue della classicità, il Discobolo, e questo la dice lunga sulla disinvoltura con cui Tiziano trattava i modelli classici!

 

Ora metti in pausa e passa ad un’altra opera altrettanto famosa, sempre di Tiziano, intitolata Danae.

 

Secondo la mitologia, Danae era una bellissima giovane di cui Giove s’invaghì al punto di trasformarsi in una pioggia d’oro per poterla possedere carnalmente. Lo scrittore Giovanni Della Casa parla dell’intensità erotica di questa “nuda che farìa venire il diavolo addosso”, destinata a deliziare la vista del cardinale Alessandro.

In previsione del viaggio a Roma, Tiziano dosò con abilità i tempi dell’esecuzione, iniziando la tela a Venezia e portandola con sé in modo da completarla nei primi giorni del soggiorno in Vaticano. Una mossa con cui Tiziano puntava a provocare un “caso” nell’ambiente culturale romano, e che puntualmente provocò l’effetto sperato. All’epoca del dipinto Tiziano aveva circa cinquantacinque anni, ma non aveva mai raffigurato un nudo femminile con un erotismo così esplicito.

 

CURIOSITÀ: Dando il meglio della propria straordinaria capacità nel rendere vive le figure, Tiziano immortalò i Farnese in più ritratti che puoi ammirare in questa sala: il venticinquenne cardinale Alessandro avvolto nella porpora, il focoso Pier Luigi in armatura, il papa seduto. Si racconta che quest’ultimo dipinto, appena terminato e lasciato ad asciugare su un terrazzo, era talmente somigliante e realistico che i passanti ci si inchinavano davanti!

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