CAPPELLA SANSEVERO, INTRODUZIONE

Durata file audio: 2.32
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

Ciao, sono Emiliano, la tua guida personale, ed insieme a MyWoWo ti diamo il benvenuto ad una delle meraviglie del mondo.

Oggi ti accompagnerò nella visita della Cappella Sansevero.

La Cappella Sansevero è uno dei luoghi più misteriosi di Napoli!

Eccotene, in breve, la storia: a partire dal 1749 Raimondo di Sangro, principe di Sansevero, cominciò a occuparsi di risistemare il mausoleo di famiglia chiamato “Pietatella”, o Santa Maria della Pietà, che risaliva alla fine del ‘500. Appassionato di alchimia, gran maestro massone e ricercatore, il principe fece assai più che risistemare: trasformò questo luogo di sepoltura in un laboratorio di invenzioni misteriose.

Ancora oggi la cappella è famosa soprattutto per le impressionanti sculture alla base dei pilastri, che si alternano ai monumenti funerari nelle nicchie laterali, concepiti come celebrazione dinastica ma forse soprattutto per fare sfoggio di un virtuosismo artistico assoluto e innovativo. Il principe Raimondo infatti seguì per oltre vent’anni ogni aspetto della realizzazione della cappella, scegliendo gli scultori, indicando i soggetti, suggerendo soluzioni, suggerendo le lunghe lapidi che commentano le statue. A lui si deve anche la misteriosa formula chimica dei colori utilizzati per gli affreschi del soffitto, che non hanno effettivamente mai avuto bisogno di restauri o puliture e si sono mantenuti come nuovi fino ad oggi.

Appena entri nella cappella, hai subito l’impressione di una spettacolare galleria di sculture di marmo: infatti trovi ad accoglierti dieci grandi statue che simboleggiano, pensa un po’, le “Virtù” particolari delle mogli di dieci antenati del principe.

Subito sopra la porta d’ingresso trovi il sepolcro di Cecco di Sangro, un militare che era stato considerato morto per le ferite riportate in battaglia. Ma era già stato deposto nella bara, quando all’improvviso si riprese e uscì dal feretro, terrorizzando i nemici e mettendoli in fuga. La scultura rappresenta appunto il principe “risorto” che esce furibondo dal sepolcro. L’autore della scultura ha realizzato anche l’altare maggiore della cappella, col gruppo della Deposizione di Cristo.

 

CURIOSITÀ: Raimondo di Sangro spese cifre enormi per decorare la cappella di famiglia. Quando esaurì il ricco patrimonio, cominciò a fare debiti sempre più grandi. Stava per andare in rovina ma fu salvato dal figlio primogenito che sposò una donna ricca. Così, con la dote della nuora riuscì a pagare i debiti!

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