DUOMO DI NAPOLI, FACCIATA

Durata file audio: 2.32
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

Ciao, sono Paolo, la tua guida personale, ed insieme a MyWoWo ti diamo il benvenuto ad una delle meraviglie del mondo.

Oggi ti accompagnerò nella visita del Duomo.

Il Duomo è uno dei monumenti più belli di Napoli!

La cattedrale che stai per visitare, carica di storia e bellezza e dedicata alla Vergine Assunta, sorge proprio nel cuore della città greco-romana, fra le strade più antiche della città, che coincidono con l’attuale Via dei Tribunali. Fu addirittura un imperatore romano, il cristiano Costantino, a fare costruire inizialmente una basilica sull’area dove prima si trovava un tempio dedicato ad Apollo.

Ancora oggi in questo complesso architettonico puoi rinvenire tracce di antichissimi edifici di culto: l’oratorio di Santa Maria del Principio, voluto dal primo vescovo di Napoli; la basilica di Santa Restituta, del quarto secolo; il battistero di san Giovanni in Fonte. Tutte queste costruzioni preesistenti furono inglobate o distrutte quando a partire dal 1270 gli Angioini avviarono la costruzione del Duomo che fu completata circa quaranta anni dopo in stile gotico. Vi lavorarono architetti napoletani e toscani.

La facciata è alta 50 metri e nei secoli ha subito molti rimaneggiamenti, a cominciare dalla metà del ‘300, dopo un terremoto. Della facciata originale rimangono solo le sculture che puoi ammirare nel portale centrale, raffiguranti i leoni e la Madonna. Le altre figure accanto sono quattrocentesche. Il portale di destra per tradizione viene aperto soltanto in occasione delle tre festività dedicate ogni anno a San Gennaro, e in caso di matrimoni di membri della famiglia Minutolo. La facciata attuale è frutto di un rifacimento in stile neo-gotico progettato a fine ’800.

 

CURIOSITÀ: Se sei a Napoli il sabato precedente il primo maggio, il 19 settembre o il 16 dicembre non perderti la tradizionale cerimonia della “liquefazione del sangue di San Gennaro”. L’arcivescovo di Napoli prende le teche col sangue del santo patrono e scuote leggermente le ampolle: se il contenuto diventa fluido, la folla dei fedeli esulta. Un’ampolla è piena per tre quarti, l’altra, più piccola, è semivuota, perché quando Carlo di Borbone diventò re di Spagna portò con sé un po’ di sangue prima di partire! Nel 1991 un’analisi ha confermato che contengono effettivamente emoglobina, sostanza presente nel sangue.

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