PIAZZA PLEBISCITO, Palazzo Reale Esterno

Durata file audio: 2.33
Italiano Lingua: Italiano
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA


Adesso ti parlerò del Palazzo Reale, che rivolge la sua lunga facciata principale su piazza del Plebiscito: è uno degli edifici più importanti per la storia politica di Napoli, che è legata all’amministrazione spagnola, prima coi viceré, ovvero funzionari regali, e poi con la dinastia regnante dei Borbone.

Durante la seconda metà del ‘500 i viceré spagnoli avevano sviluppato iniziative urbanistiche e architettoniche destinate a lasciare un’impronta sulla città: per esempio i famosi “Quartieri spagnoli”, a ridosso del centro storico, che servivano come residenza delle truppe militari. L’idea del palazzo nacque a metà del ’500 dall’esigenza di avere una sede, degna del rango della corona di Spagna, in cui ospitare il re Filippo III, che tuttavia morì senza avere mai visto Napoli.

Il Palazzo Reale fu fondato nell’anno 1600 su progetto dell’architetto ticinese Domenico Fontana, grande protagonista del rinnovamento urbano di Roma negli anni precedenti. Come vedi, l’edificio sfrutta completamente la larghezza della piazza, perfetta per le parate militari, ed è concepito come un solenne complesso tardorinascimentale. Diventò ben presto un punto di riferimento per lo sviluppo di questa zona, a cui fece riscontro poco dopo l’apertura dell’Università all’estremità opposta di via Toledo, nel palazzo che oggi ospita il Museo Archeologico Nazionale.

La facciata ha due piani superiori ed un portico che dà su un cortile d’onore. Sul retro, verso il mare, potrai visitare i bellissimi giardini, collegati con il Castel Nuovo attraverso un ponte seicentesco posto sull’antico fossato. Anche se nei secoli il palazzo ha subito una quantità di restauri e modifiche, ha sostanzialmente mantenuto l’aspetto originario, ulteriormente compromesso durante la Seconda Guerra Mondiale dai bombardamenti e dal fatto di essere adibito a circolo ufficiali delle forze alleate. Il cambiamento maggiore lo ha subito la facciata, che originariamente era tutta attraversata da un porticato. Nell’800 si è poi deciso di inserire nelle nicchie le statue dei sovrani che hanno regnato su Napoli e sull’Italia meridionale.

 

CURIOSITÀ: Fra le statue dei re realizzate a fine ‘800 è famosa quella di Carlo V, opera dello scultore napoletano Vincenzo Gemito. L’artista era letteralmente ossessionato dalla figura dell’imperatore: di notte lo sentiva mormorare e muoversi, e arrivò a scagliare dei sassi contro la sua statua. Gemito finì così in una casa di cura per disturbi mentali, da cui fuggì dopo due anni di ricovero.

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