REGGIA DI CASERTA, STORIA

Durata file audio: 2.49
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

Ciao, sono Paolo, la tua guida personale, ed insieme a MyWoWo ti diamo il benvenuto ad una delle meraviglie del mondo.

Oggi ti accompagnerò nella visita della reggia di Caserta.

La reggia di Caserta è uno dei posti più fiabeschi della Campania!

Preparati ad immergerti nell’atmosfera di una sfarzosa corte settecentesca che è uno dei più grandi e spettacolari edifici civili italiani, circondato dal fresco di un fantastico parco solcato dalle acque, ricco di statue e di fontane.

Ma prima, un po’ di storia: questa reggia fu costruita per volontà di Carlo di Borbone e della moglie Amelia di Sassonia, a partire dal 1752. Il motivo era strategico: trasferire nell’entroterra la sede amministrativa del regno per allontanarla da Napoli dov’era esposta a eventuali bombardamenti di squadre navali straniere; il Palazzo Reale di Portici, anche se costruito da poco, appariva inadeguato a una corte di livello europeo e ai suoi uffici governativi. E così, sul modello di Versailles, fu individuata un’area pianeggiante a meno di trenta chilometri dal centro di Napoli e ai piedi della collina su cui sorge l’antico abitato di Casertavecchia. Il re comprò il feudo per circa 490.000 ducati, ma ne spese più di dieci volte tanto per costruire la reggia: oltre 6 milioni di ducati: una vera follia! E pensa che il progetto iniziale prevedeva di fondare una città intorno alla reggia e all’immenso parco circostante, da collegare a Napoli con un’apposita strada: ma si dovette rinunciarvi per mancanza di soldi.

La reggia fu concepita proprio per sfidare Versailles in dimensioni e splendore; la progettò l’architetto Luigi Vanvitelli, nato a Napoli e perfettamente “italianizzato”, ma figlio del pittore olandese Caspar van Wittel.

La morte dell’architetto e la partenza di Carlo per la Spagna, dove fu incoronato re nel 1759, causarono varie interruzioni nel cantiere e il ridimensionamento del progetto, per esempio fu eliminata la cupola che avrebbe dovuto dominare il corpo centrale. Peraltro, Carlo non ci abitò mai: nel 1764 le parti realizzate fin lì furono occupate da famiglie di senzatetto, e solo dieci anni dopo Ferdinando IV poté finalmente trasferirsi nella nuova sede, dove poté sfogare la sua passione di organizzatore di feste, battute di caccia e rappresentazioni nel teatro di corte.

 

CURIOSITÀ: La reggia si deve anche al genio dell’ingegnere Francesco Collecini, realizzatore del cosiddetto Acquedotto Carolino, lungo 40 chilometri: pensa che per portare l’acqua al parco attraversa cinque montagne e tre fiumi!

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