SPACCANAPOLI, SAN DOMENICO MAGGIORE

Durata file audio: 2.37
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

Alle spalle della Guglia di San Domenico puoi vedere, severo come il bastione di una fortezza, il retro della chiesa di San Domenico, fatta costruire da Carlo II d’Angiò verso la fine del ‘200.

Nell’annesso convento dei padri domenicani, uno dei più brillanti centri culturali di Napoli, soggiornarono in veste di maestri o di semplici alunni alcuni fra i più grandi nomi della storia della filosofia dal medioevo all’età barocca, come San Tommaso d’Aquino, Giordano Bruno e Tommaso Campanella.

Strettamente inglobata tra le case e i palazzi di un centro storico fittissimo, la chiesa di San Domenico è uno dei più importanti edifici gotici di Napoli, eretta fra il ’200 e il ’300, e ti riserva un patrimonio straordinario di opere d’arte. Ci entri da un piccolo cortile, che si raggiunge percorrendo vico San Domenico.

L’interno è di forme ampie e solenni ma rovinato dai pesanti restauri ottocenteschi, che aspiravano a “restituire” alla chiesa le sue forme medievali; purtroppo l’esito dell’intervento, come noterai, è stato inadeguato. Per fortuna i capolavori di pittura e scultura sono intatti, fra cui molte tombe monumentali, quasi tutte nelle cappelle laterali.

Nella seconda cappella a destra ti segnalo importantissimi affreschi dei primi anni del ‘300, l’epoca angioina in cui Napoli era un punto di riferimento fondamentale per l’arte gotica. Sempre sul lato destro puoi visitare il cappellone del Crocifisso, che prende nome dal crocifisso miracoloso che avrebbe parlato a san Tommaso d’Aquino: è quasi un oratorio privato della famiglia Carafa, di cui sono sepolti diversi membri. E non tralasciare la sagrestia monumentale, splendidamente affrescata da Francesco Solimena all’inizio del ‘700. Su questo lato trovi anche tracce di antiche chiese inglobate nella costruzione di San Domenico.

L’altar maggiore è un’imponente creazione barocca di marmi colorati, mentre importanti sculture dal ‘300 al ‘500 le trovi nelle cappelle del lato sinistro.

Uscendo dalla chiesa, sempre in Vico San Domenico Maggiore, passerai davanti al nobile Palazzo di Sangro, dove visse e morì il bizzarro principe di Sansevero. A breve distanza da qui, preannunciata dai tanti visitatori in coda davanti alla biglietteria, troverai la cappella di Sansevero, di cui ti parlerò in un file a parte.

 

CURIOSITÀ: Nel pavimento della chiesa di San Domenico puoi anche vedere la lastra tombale di Richard Luke Concanen, primo vescovo cattolico di New York, morto a Napoli nel 1810 prima di imbarcarsi per raggiungere la sua nuova diocesi.

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