DUOMO DI MONREALE, INTERNO CAPPELLA DEL CROCEFISSO

Durata file audio: 2.51
Italiano Lingua: Italiano

La stupefacente Cappella del Santissimo Crocefisso, voluta nel 1686 dal potente arcivescovo spagnolo Giovanni Roano per farne la sua sepoltura, è uno dei massimi tesori del barocco siciliano. La straordinaria opera, iniziata dal frate cappuccino Giovanni da Monreale, fu conclusa dal grande architetto siciliano Angelo Italia.

Qui tutto è meraviglioso, a partire dall’ornatissimo portale sovrastato dalla dedica dell’arcivescovo: Al suo amore crocifisso. Valicata la soglia entri in un ambiente dove la ricchezza e la fantasia decorativa sbalordiscono. Il fulcro della cappella è la Statua di Cristo, del Quattrocento, inserita in una raffinatissima composizione di marmi colorati che rappresenta l’Albero di Jesse, cioè il leggendario albero genealogico di Gesù, a sinistra del quale puoi vedere la statua dell’arcivescovo inginocchiato in preghiera.

Anche i colori hanno valore simbolico: il rosso, tinta delle passioni umane e del sangue di Cristo, prevale nello spazio della cappella, esaltato dalle magnifiche colonne, mentre nel tabernacolo domina il preziosissimo blu lapislazzulo, colore del cielo e della rivelazione divina.

Ti invito ad osservare con attenzione l’inesauribile rincorrersi di forme e lo smagliante luccichio dei marmi. Nota come la fantasia creativa dell’autore è stata in grado di trasfigurare materiali, figure simboliche, personaggi storici e sacri, e perfino le iscrizioni, in una visione fantastica e assolutamente unitaria. 

Pensa che ogni immagine e ogni raffigurazione della cappella sono simboli che celebrano il sacrificio di Cristo sulla croce. Perfino il pavimento, purtroppo danneggiato, racconta una storia con la raffigurazione a intarsi marmorei di Giona ingoiato dalla balena. La Bibbia racconta che il profeta Giona si dovette buttare in mare per salvare dal naufragio la nave sulla quale stava viaggiando, la tempesta che infuriava infatti era voluta dal Signore che era adirato con lui. In mare, Giona venne ingoiato da una balena che, dopo tre giorni, lo vomitò indenne. Questo racconto viene interpretato come una prefigurazione della morte e della resurrezione di Cristo dopo tre giorni.

 

Curiosità: Uscendo dalla chiesa, al di sopra della porta d’ingresso principale, trovi l’immagine a mosaico della Vergine Odigitria, cioè guida dei pellegrini. Ti traduco la sottostante scritta in latino rivolta alla Vergine: prega per tutti, ma soprattutto lavora per il re! Ho il sospetto che sia stata dettata da Guglielmo II, non ti pare?

Scarica MyWoWo! La Travel App che ti racconta le meraviglie del mondo!

Condividi su