CAPPELLA SISTINA, GIUDIZIO UNIVERSALE PRESENTAZIONE

Durata file audio: 2.38
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

Il “secondo tempo” di Michelangelo alla Sistina inizia dopo oltre vent’anni , dopo che Roma era stata saccheggiata dai soldati mercenari tedeschi, i temibili “lanzichenecchi”, in un periodo in cui la Riforma protestante cominciava a mettere in crisi il potere del papa.

Per il pontefice Clemente VII Medici, Michelangelo progettò un immenso Giudizio Universale sulla parete sopra l’altare della cappella. Dopo molti esperimenti, Michelangelo prese la decisione radicale di abbattere la parete, compresi gli affreschi del Perugino che la decoravano, e di ricostruirla dandole una leggera curvatura. Nel frattempo il papa morì e al suo posto fu eletto Paolo III Farnese.

Quando avviò il lavoro sulla nuova parete di fondo della Sistina, Michelangelo aveva ormai sessantadue anni, ed era un uomo disincantato e amaro ben diverso dal giovane ribelle e appassionato che aveva affrontato gli affreschi del soffitto.

Quando la parete del Giudizio Universale fu inaugurata, divenne subito una delle opere più sconvolgenti e controverse della storia dell’arte.

L’affresco ti racconta il giorno del Giudizio inappellabile, la fine del mondo terreno. In un certo senso quindi l’opposto della Creazione affrescata dallo stesso artista sulla volta: il gesto di Cristo Giudice, che divide gli eletti dai dannati, è molto simile a quello con cui Dio Padre separa la terra dalle acque. Con una prodigiosa libertà rispetto ai canoni tradizionali, sostenuta da un’esperienza terribile e appassionata, Michelangelo ti presenta una scena sconvolgente, animata da oltre quattrocento figure al cui centro sta l’apparizione di Cristo su un cielo limpido e uniforme, senza profondità di tempo e di spazio.

In alto vedi due gruppi di angeli senza ali che portano i simboli della Passione di Cristo. Al centro, disposti in semicerchio accanto a Cristo, diversi santi, alcuni dei quali puoi riconoscerli dagli strumenti con cui subirono il martirio. Più in basso assisti alla lotta tra angeli e demoni, che cercano di strapparsi le anime. Nella fascia più bassa, appena sopra il livello dell’altare, hai a sinistra la resurrezione dei corpi, con gli scheletri che si ricoprono di carne, e a destra l’ingresso dell’Inferno.

 

CURIOSITÀ: Quando il cerimoniere del papa si scandalizzò per i nudi del Giudizio Universale, Michelangelo lo raffigurò come Minosse, il giudice dell’Inferno. Lui andò a lamentarsi dal papa, ma quello gli rispose che l’inferno era fuori dalla sua giurisdizione, e quindi il ritratto sarebbe rimasto dov’era!

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