FORO ROMANO, ARCO DI TITO E BASILICA DI MASSENZIO

Durata file audio: 2.38
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

Avrai sentito lodare anche tu i monumenti del Foro Romano per la loro grande praticità dovuta ad una scrupolosa attenzione alle tecniche costruttive, all’uso e combinazione dei materiali, alla viabilità e alle canalizzazioni idrauliche.

La chiesa dei Santi Cosma e Damiano, che ha la facciata orientata verso via dei Fori Imperiali, ingloba un’antica biblioteca e i resti del cosiddetto Tempio del Divo Romolo, in realtà probabilmente dedicato a Giove. Dell’edificio circolare puoi ancora vedere il portale con la porta in bronzo, dell’inizio del ‘300, dotata di serratura.

Di fianco avranno già attirato la tua attenzione i resti di uno dei più grandi e importanti edifici di Roma antica: la Basilica di Massenzio. Fu iniziata dall’imperatore Massenzio nel 306 e terminata sei anni dopo sotto Costantino; era scandita da otto pilastri colossali, affiancati da colonne oggi scomparse. Resta, a trentacinque metri d’altezza, un’ampia parte della volta a nicchie quadrate dette “cassettoni”: se ben ricordi, li hai già visti nella cupola del Pantheon.

La Basilica di Massenzio è stata uno dei modelli preferiti dall’architettura rinascimentale, in particolare per Bramante.

Vicino puoi visitare la chiesa barocca di Santa Francesca Romana, che all’interno ha dei bei mosaici, e l’Arco di Tito, eretto nell’anno 81 da suo fratello Domiziano divenuto a sua volta imperatore.

È fatto di una sola grande arcata rivestita in marmo proveniente dalla Grecia e celebra la vittoria di Tito nell’anno 71 sui ribelli della Giudea. Molto importanti dal punto di vista artistico e storico sono i grandi rilievi che ammiri all’interno dell’arco, e che illustrano due fasi del corteo trionfale: da un lato la Vittoria che incorona Tito sulla carrozza davanti al popolo e ai senatori, dall’altro i legionari che portano a Roma il bottino ricavato dalla distruzione del tempio di Gerusalemme: riconosci facilmente il grande candelabro rituale a sette bracci.

Se ora guardi verso il fondo scorgi la mole inconfondibile del Colosseo, mentre a destra immerso nel verde di un parco il colle Palatino sul quale sono stati trovati i resti dei più antichi insediamenti.

 

CURIOSITÀ: Durante le Olimpiadi del 1960 la Basilica di Massenzio ospitò gli incontri di lotta libera e di lotta greco-romana. In quelle Olimpiadi combatté anche un ragazzo di colore che all’epoca era un perfetto sconosciuto. Si trattava di un “certo” Cassius Clay, che sarebbe poi diventato Muhammad Alì.

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