FORO ROMANO, INTRODUZIONE

Durata file audio: 2.46
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

Ciao, sono Eleonora, la tua guida personale, ed insieme a MyWoWo ti diamo il benvenuto ad una delle meraviglie del mondo.

Oggi ti accompagnerò nella visita al Foro Romano.

Il Foro Romano è uno dei luoghi più evocativi di Roma!

Mentre passeggi fra le grandiose rovine della Città Eterna, tra il Campidoglio, il Palatino e il Colosseo, comincio a raccontarti la storia del Foro Romano. Innanzitutto devi sapere che prima della fondazione di Roma, qui c’era solo una valle paludosa dove le popolazioni arroccate sulle cime dei colli vicini seppellivano i loro morti. Verso il 700 avanti Cristo la spianata venne livellata e pavimentata in terra battuta: si stava trasformando in un “Foro”, una parola latina che significa “piazza”. Questa piazza collegava diversi piccoli villaggi in modo da costituire un unico centro abitato. Era l’epoca dei “sette re di Roma” e fu proprio la dinastia etrusca dei Tarquini a scavare la Cloaca Massima, ovvero una sorta di condotto fognario che contribuì a drenare il terreno e a rendere molto più salubre la zona. Nel frattempo il Foro assumeva due funzioni distinte: centro di amministrazione pubblica e zona di mercato.

Quando Roma sconfisse Cartagine nelle guerre puniche diventò la dominatrice del Mediterraneo e la massima potenza dell’Occidente, e il Foro si sviluppò in modo da rispecchiare la sua centralità e ricchezza. Nell’epoca di Giulio Cesare e di Augusto, fra il I° secolo avanti Cristo e il primo secolo dopo Cristo, il Foro Romano assunse la sua forma definitiva, lungo il suo asse principale chiamato “via Sacra”.

Nel primo e nel secondo secolo nelle vicinanze furono aperte altre piazze, dette appunto Fori Imperiali. L’ultimo monumento “classico” fu la colonna eretta dall’imperatore bizantino Foca nell’anno 608. Poi per il Foro Romano cominciò una decadenza che durò più di mille anni. I monumenti antichi furono spogliati di marmi e sculture e usati come cave di materiale edile o alloggi di fortuna. Come puoi immaginare gli unici a non andare in rovina furono gli edifici trasformati in chiese cristiane o in piccole fortezze. Fu solo nel ’700 che iniziò il recupero archeologico di quest’area, che prosegue ancora oggi, ogni tanto dal restauro di antichi monumenti saltano fuori novità importanti. Ma adesso goditi la passeggiata in questa immensa zona di ruderi, fra pini marittimi e oleandri.

 

CURIOSITÀ: Fino alla metà del ‘700, il Foro era chiamato “Campo Vaccino”: infatti in questa spianata incolta fra cui affiorano le rovine pascolavano le mucche!

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