MUSEI VATICANI, PINACOTECA GIOTTO E LEONARDO

Durata file audio: 2.44
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

La Pinacoteca Vaticana è nata nel ’32, ed è sistemata in un edificio appositamente creato per desiderio di papa Pio XI. Mentre la raggiungi puoi approfittarne, specie nella bella stagione, per prenderti un piacevolissimo momento di pausa e di frescura nei bellissimi Giardini Vaticani.

Ti aspettano le opere di pittura provenienti dai Palazzi Vaticani, con capolavori che vanno dal ‘200 al ‘700: il primo che incontri è il Trittico dipinto su entrambe le facce intorno al 1320 da Giotto: un tempo era sull’altare maggiore della basilica di San Pietro. Nella tavola centrale anteriore vedi San Pietro seduto in cattedra: ai suoi piedi, a sinistra, il cardinale che ha commissionato l’opera regge il modellino del trittico stesso. Guarda anche sul retro le scene del Martirio dei santi Pietro e Paolo, uno crocifisso a testa in giù, l’altro decapitato.

Nella sezione dedicata al ‘400 ti segnalo un grande affresco staccato di Melozzo da Forlì. Proviene dall’antica Biblioteca Vaticana, ed è intitolato Sisto IV nomina Bartolomeo Platina prefetto della Biblioteca Vaticana. L’opera ambientata davanti a una maestosa architettura rinascimentale, con un soffitto a riquadri azzurri e oro, rappresenta la cerimonia in cui Sisto IV alla presenza di altri personaggi della corte pontificia affida all’umanista Bartolomeo Platina, inginocchiato al centro, la direzione della biblioteca della Santa Sede: la raffigurazione architettonica della scena segue perfettamente la lezione di Leon Battista Alberti, che aveva teorizzato le leggi della prospettiva, mentre la compostezza severa ma serena ti ricorderà probabilmente Piero della Francesca.

Alla seconda metà del ’400 risale anche l’affascinante San Gerolamo di Leonardo, uno dei dipinti-simbolo della Pinacoteca. È una via di mezzo fra un dipinto e un disegno. La figura del santo che si flagella per penitenza è definita con un’accuratezza che fa risaltare sia la tensione fisica che quella spirituale. In basso a sinistra scorgi la sagoma del leone che accompagna sempre il santo nelle sue raffigurazioni.

 

CURIOSITÀ: Un giorno un uomo riccamente vestito entrò nella bottega di Giotto e si presentò come inviato di papa Benedetto XI che cercava un pittore per affidargli un incarico importante. Voleva portare via una tela, ma Giotto dipinse al momento una grande “O” a mano libera su un foglio di carta bianca e gli disse di portarla al pontefice. Era un cerchio così perfetto che sembrava tracciato col compasso. Il papa ne rimase così colpito che scelse Giotto tra molti altri pittori e lo chiamò a Roma.

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