PIAZZA DEL POPOLO, PRESENTAZIONE

Durata file audio: 2.41
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

Ciao, sono Paolo, la tua guida personale, ed insieme a MyWoWo ti diamo il benvenuto ad una delle meraviglie del mondo.

Oggi ti accompagnerò nella visita a piazza del Popolo.

Piazza del Popolo è una delle piazze più cinematografiche di Roma!

Se ti sembrerà familiare, è perché l’avrai vista in tantissimi film! La trovi allo sbocco di via del Corso, a ridosso delle mura della città storica costruite dall’imperatore Aureliano e tuttora ben conservate. Goditi subito il colpo d’occhio sui monumenti che la circondano e sulla sua particolare forma ovale, che fu studiata all’inizio dell’800 dal raffinato architetto e scultore Giuseppe Valadier.

È stato Valadier, nel 1818, ad avere l’idea di circondare l’obelisco Flaminio, al centro, con quattro vasche adorne di leoni egizi, e sempre lui a sistemare a terrazze il lato destro della piazza, in direzione della verdeggiante collina del Pincio. L’obelisco di Piazza del Popolo proviene da Eliopoli, città dell’antico Egitto, dove era stato innalzato dal faraone Ramsete II. Di tutti gli obelischi che furono sparpagliati per Roma da papa Sisto V, il Flaminio è certamente quello con la collocazione urbanistica più felice e strategica, alla confluenza di tre lunghe vie rettilinee: sono via del Babuino, via del Corso e via Ripetta, che formano il cosiddetto “tridente”, chiuso dalle due chiese barocche a cupola di Santa Maria di Montesanto e di Santa Maria dei Miracoli.

Sul fondo della piazza puoi ammirare la storica Porta del Popolo, ricostruita alla fine del ’500 e ritoccata da Gian Lorenzo Bernini per accogliere la regina Cristina di Svezia, che entrava solennemente a Roma dopo aver abbracciato il cattolicesimo.

La porta fa tutt’uno con Santa Maria del Popolo, una delle chiese più ricche e affascinanti della città che si chiama così perché fu costruita grazie a una raccolta pubblica di denaro, nel medioevo. Dopo essere passata all’ordine degli Agostiniani della congregazione lombarda, è stata ricostruita nella seconda metà del ‘400, e pur essendo stata rimaneggiata da Gian Lorenzo Bernini in epoca barocca, conserva ancora forme rinascimentali sobrie e garbate. La facciata a spioventi e il campanile aguzzo ricordano l’architettura della Lombardia, in omaggio all’origine dei frati.

 

CURIOSITÀ: Guardando verso via del Corso da piazza del Popolo, la chiesa a sinistra, dedicata a Santa Maria in Montesanto, è chiamata anche “chiesa degli artisti”. Vi si svolgono i funerali o le celebrazioni in memoria di personaggi noti del mondo dello spettacolo, della cultura, del cinema, della televisione.

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