GALLERIA SABAUDA, IL BAROCCO

Durata file audio: 2.23
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

 

Ti trovi adesso nella grande sezione dedicata alla pittura del ’600 e del ’700, un’epoca particolarmente congeniale a Torino, città di aspetto barocco e internazionale.

Grazie alle dimensioni e alla potenza espressiva di alcuni capolavori italiani ed europei di questo periodo puoi gustare qui allestimenti di grande impatto. Per esempio la splendida Annunciazione di Orazio Gentileschi, dominata da un grande drappo rosso. Dipinta verso il 1623, la apprezzerai per il suo raffinato equilibrio fra il realismo schietto di Caravaggio e il gusto aristocratico con cui sono trattati i colori e le pieghe dei tessuti.

Sala dopo sala, incontri un po’ tutti i protagonisti della pittura italiana del ’600, come l’emiliano Guercino o i principali artisti lombardi. Ma anche qui la tua attenzione è inevitabilmente calamitata dalle opere straniere. E soprattutto da Rubens, sempre potente e rigoglioso, forse in assoluto il più affermato pittore internazionale della prima metà del ’600. Guardando le due figure dell’eroe mitologico Ercole e della sua amata Deianira, puoi vedere come il pittore si ispira alle statue antiche ma avvolge i personaggi di un colore ricco e pastoso. Allievo di Rubens ad Anversa è il grande ritrattista Anton Van Dyck, del quale ti parlerò nel prossimo file.

Per apprezzare i dipinti olandesi del Seicento devi guardarli molto da vicino: sono tutti di piccole dimensioni, ma realizzati con una straordinaria attenzione al dettaglio. Tra nature morte di fiori e di frutti, scene di vita domestica, dipinti di animali, silenziosi interni di chiese e austeri ritratti, non lasciarti sfuggire l’opera di nome l’Anziano addormentato del grande Rembrandt.

Nella sezione conclusiva, dedicata alla pittura del ’700, trovi ottime opere venete, fra cui due interessantissime vedute dipinte nel 1745 da Bernardo Bellotto, dotatissimo nipote del celebre Canaletto. I due quadri rappresentano la città di Torino da due diversi punti di vista: l’antico ponte sul fiume Po e l’insieme del centro storico visto dai giardini reali: cioè proprio dallo spazio verde che sta dietro il museo in cui ti trovi adesso!

 

CURIOSITÀ: La pittura di Bernardo Bellotto era estremamente accurata, quasi fotografica: pensa che dopo la Seconda Guerra mondiale Varsavia venne ricostruita anche prendendo a modello le sue vedute della città!

 

 

 

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