CANAL GRANDE, SECONDO TRATTO

Durata file audio: 2.49
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

Di fronte a San Marcuola puoi vedere il grandioso Fondaco dei Turchi, che un tempo era sede commerciale dei mercanti orientali, e oggi del Museo di Storia Naturale. È un edificio di origine medievale, fra i più tipici e fotografati del canale, anche se il suo aspetto è frutto di un pesante restauro ottocentesco che ha ripristinato la facciata bizantina, percorsa da un lungo loggiato e chiusa tra due torri.

Subito dopo, sempre alla tua destra, c’è un palazzo merlato quattrocentesco, il severo Deposito del Megio, cioè il deposito del miglio, o piuttosto delle granaglie in generale. Poi ecco il divertente Palazzo Belloni, opera barocca di Baldassarre Longhena, con due pinnacoli aguzzi puntati verso il cielo. Questo palazzo, come alcuni di quelli del primo tratto del Canal Grande, apparteneva a una famiglia di non antichissima nobiltà: infatti devi sapere che il Senato di Venezia dava anche alle famiglie “nuove” la possibilità, pagando grosse somme di denaro, di iscriversi all’albo d’oro del patriziato, entrando così a far parte della casta dei potenti.

Spostati ora velocemente dall’altra parte, altrimenti rischi di perderti il magnifico Palazzo Vendramin Calergi, uno dei più importanti di questo tratto del Canale, famoso anche perché ospita il Casinò di Venezia. Fu iniziato sul finire del ’400, ed è un capolavoro di armonia rinascimentale per le decorazioni raffinate e le splendide finestre ad arco incorniciate da colonne scanalate.

Dopo una breve pausa, a destra, in corrispondenza di una strettoia del Canale, ti trovi davanti la bella facciata di San Stae (Sant’Eustachio). Ne puoi approfittare per una visita alla chiesa, che risale al 1709 e contiene ben dodici quadri dedicati ciascuno a un episodio della vita di un Apostolo. Ogni tela è di un pittore diverso, e ci sono anche nomi importanti come Piazzetta e Tiepolo: praticamente è una “mostra collettiva” dell’arte veneta del primo ’700.

Sulla riva opposta, di fronte a San Stae puoi ammirare un pittoresco gruppo di palazzi del ’500, con qualche resto di affreschi esterni.

 

CURIOSITÀ: Spesso i palazzi del Canal Grande hanno un nome doppio, in ricordo di parentele o passaggi di proprietà. Ti faccio un esempio: il Palazzo Vendramin Calergi fu costruito per i Loredan ma poi fu comprato dai Calergi, dai Grimani e dai Vendramin, prima di diventare proprietà del Comune. Eppure, ironia della sorte, la personalità a cui è più legato è quella del grande musicista Wagner, che ci è morto nel 1883.

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