MURANO, MUSEO DEL VETRO - PIANO NOBILE

Durata file audio: 2.36
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

Il poderoso palazzo che hai davanti è di origine medievale ma è stato completamente ristrutturato alla fine del ’600, quando il vescovo Marco Giustinian trasferì la sede vescovile dalla bellissima ma ormai quasi abbandonata Torcello alla ben più vivace Murano. Puoi riconoscere ancora qualche traccia della decorazione barocca nel soffitto affrescato del salone al primo piano.

Il museo esiste da più di un secolo e mezzo ed è una miniera d’informazioni su un’arte, quella del vetro, che ha più di duemila anni: lavorazioni finissime, decorazioni leggere, forme sempre nuove. Tieni comunque presente che le collezioni, in continuo riordino e ampliamento con pezzi di arte contemporanea e di design, sono distribuite lungo le sale del pianterreno e dei due piani superiori del grande palazzo. Se hai poco tempo, concentrati sulle sale dedicate al ’400 e al ’500, le più importanti e suggestive, e dai un’occhiata al sorprendente universo dei vetri del ’900.

All’inizio trovi una sezione archeologica che presenta vetri di produzione romana, dove scopri che già duemila anni fa i vetrai avevano raggiunto un livello tecnico stupefacente. Rimarrai a bocca aperta davanti alla modernità della decorazione e lavorazione delle ciotole con la tecnica del vetro mosaico variopinto detta “millefiori”.

Salito lo scalone, una sala ti spiega tutto sulla tecnologia del vetro muranese, mostrando i vari momenti della lavorazione. Di qui passi al prestigioso salone d’onore, dove troneggiano tre grandi lampadari in vetro soffiato.

La sezione medievale ti presenta i frammenti trovati negli scavi della vicina basilica dei santi Maria e Donato, ma la tua attenzione è catturata dalla sezione rinascimentale, dove resti letteralmente abbagliato dai capolavori degli antichi maestri vetrai muranesi.

Qui ti segnalo in particolare la coppa matrimoniale attribuita ad Angelo Barovier, realizzata nella seconda metà del ’400 in vetro blu: la forma è abbastanza semplice, ma la decorazione è incomparabile, con colori a fuoco e oro e una ghirlanda con scene augurali in cui sono inseriti i ritratti degli sposi.

 

CURIOSITÀ: La Serenissima era gelosissima dei segreti di un'arte che fin dall'antichità l'aveva resa famosa in tutto il mondo: talmente gelosa che i mastri vetrai erano obbligati a vivere sull'isola, e non potevano lasciare Venezia senza un permesso speciale.

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