OLTRE ADIGE, SECONDA PARTE

Durata file audio: 2.58
Italiano Lingua: Italiano

Proseguendo nel nostro itinerario lungo la riva sinistra dell’Adige, raggiungiamo l’antichissima chiesa di Santo Stefano, circondata dalle casette di un quartiere popolare. La facciata romanica presenta la tradizionale alternanza di fasce bianche e rosse che caratterizza l’architettura medievale veronese. All’esterno spicca la cupola ottagonale a doppio ordine di finestre, ben visibile dal fianco destro.

L’interno, poco luminoso, è davvero molto suggestivo: è possibile infatti riconoscere a poco a poco tutte le fasi storiche della costruzione. Le mura perimetrali risalgono al VI secolo, le colonne, i capitelli e la cattedra vescovile sono dell’VIII secolo, la cripta del X.

All’inizio della navata destra, inoltre, una cappella costruita nel 1620 è uno dei migliori esempi di decorazione barocca in città.

 

Ci troviamo nel tratto più spettacolare della sponda dell’Adige, in corrispondenza del Ponte Pietra, fedele ricostruzione della struttura originale, in parte romana e in parte medievale, dopo la distruzione bellica. I diversi materiali utilizzati permettono di riconoscere le epoche di realizzazione. Sulla riva opposta, dove il ponte è protetto da una torre, sorgono i campanili e le parti posteriori del Duomo e di Sant’Anastasia, le belle chiese del centro storico.

Si raggiunge così l’area archeologica del Teatro Romano, costruito nel I° secolo dopo Cristo sfruttando la forma naturale della collina. Restano ruderi imponenti delle gradinate, divise in sei settori.

Il complesso formato dalla curva dell’Adige, dai resti archeologici e dal parco piantumato a cipressi è davvero molto suggestivo.

Nell’area dell’antico teatro sono sorti edifici di diverse epoche, raccordati da sistemi di rampe, archi, scalinate e logge. Spicca, al centro, la chiesa medievale dei Santi Siro e Libera, mentre gli edifici dell’ex complesso dei Cappuccini ospitano l’importante Museo Archeologico, con reperti che raccontano la storia e l’arte della Verona romana.

Il museo è molto gradevole anche per l’alternanza di antichi ambienti, fra cui il refettorio e il chiostro del convento.

 

Curiosità: Questa zona della città è chiamata “Veronetta” e ha un sapore popolare, diverso rispetto al “nobile” centro storico al di là del fiume. Devi sapere anche che nel 1801, nell’ambito degli accordi politici tra Napoleone e l’impero austriaco, il corso dell’Adige venne utilizzato come linea di confine, dividendo la città: il centro era sotto il governo francese, Veronetta sotto gli austriaci.

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