BRITISH MUSEUM, STELE DI ROSETTA

Durata file audio: 2.30
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

Ti parlerò adesso di uno dei reperti archeologici più famosi del mondo, che ha permesso la decifrazione della scrittura geroglifica: la famosa Stele di Rosetta.

È una lapide in granito nero, alta poco più di un metro, con un’iscrizione divisa in tre colonne: la prima in egizio geroglifico, la seconda in egizio detto “demotico”, con una diversa grafia, e la terza in greco.

La stele fu scoperta nel 1799 da un capitano dell’esercito napoleonico sbarcato in Egitto e prende nome dalla città di Rosetta (oggi Rashid) situata sul delta del Nilo. Il ritrovamento suscitò subito un grande interesse, in quanto si capì che le tre differenti scritture riportavano lo stesso testo. Il testo consiste in un decreto emesso nel 196 avanti Cristo in occasione del primo anniversario dell’incoronazione del faraone Tolomeo V.

Due furono gli studiosi che si impegnarono nella decifrazione: il fisico inglese Thomas Young individuò i nomi del sovrano e della sua consorte nelle tre differenti scritture; l’egittologo francese Jean-François Champollion, che era un vero genio linguistico, riuscì ad arrivare a capo della questione grazie alla sua conoscenza della lingua copta, forma tarda di quella egizia.

Il lavoro fu lungo e arduo anche perché, come vedi, il testo della stele è solo un frammento, e neanche molto lungo! Del geroglifico rimangono solo 14 righe; il demotico ne ha un po’ di più; mentre il testo greco, sulla parte inferiore, ha 54 righe, di cui solo le prime 27 risultano intere.

Mentre scorri con lo sguardo questo testo misterioso, tieni presente che si tratta di una stele celebrativa. Vi si annuncia che in onore del faraone Tolomeo V verrà eretta una statua in tutti i templi del regno per ringraziarlo di avere ridotto le tasse e reso molti altri benefici al paese. Proprio affinché il decreto venga compreso da tutti, viene annunciata la decisione di scriverlo in geroglifico (la “lingua degli dèi”, che veniva adottata per i monumenti e le occasioni solenni), in demotico (la lingua del popolo) ed in greco.

 

CURIOSITÀ: La grande scoperta di Champollion fu quella di capire che per ciascun geroglifico non corrispondeva necessariamente una parola. La scrittura geroglifica non rappresentava esclusivamente oggetti o concetti, ma, in uno stesso testo, i singoli segni potevano avere funzioni diverse di singola lettera, oggetto o concetto.

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