MUSEO CERRALBO, PIANO NOBILE

Durata file audio: 2.30
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

Dal corridoio dei disegni, che era usato dalla servitù come passaggio alla vicina sala da pranzo, sei ora arrivato alla sala delle colonnine, dove puoi divertirti a osservare le piccole colonne in agata, alabastro, marmi colorati e legno dorato con figurine in terracotta, marmo e bronzo dell’epoca egizia, greca, etrusca o romana: sembrano monumenti in miniatura. Da qui passi al “salón vestuario”, che era lo spogliatoio del marchese. Sul tavolo centrale puoi ammirare, in delicato equilibrio, differenti tipi di spade.

Poi arrivi al salottino impero, che era lo spogliatoio della marchesa ed è allestito come un gabinetto degli specchi. Da qui passi alla ricca sala da pranzo, dominata dall’imponente tavolo centrale in mogano e noce, che accoglieva fino a ventiquattro commensali. Segue la sala da biliardo, dove si sfidavano i gentiluomini, pare addirittura lo stesso re Fernando VII.

Dopo il salotto d’angolo, pieno di luce e di affreschi, entri nella seconda delle tre gallerie, che sono disposte intorno a un cortile interno rettangolare. Questa galleria è arredata con mobili italiani, e sulla parete destra risalta “La pietà” di Alonso Cano: vi si affacciano l’ufficio di rappresentanza del marchese, dominato da un maestoso caminetto, e la Biblioteca, con più di diecimila volumi, distribuiti anche su una galleria superiore.

Da qui vai a vedere la prima galleria, con quadri degli antenati del marchese e porcellane settecentesche e ottocentesche, e poi la terza galleria, su cui si affaccia discretamente la toilette per gli invitati. Ma il pezzo forte della visita è la sala da ballo: tra pannelli d’agata di Granada, marmi dei Pirenei, busti e specchi veneziani che sembrano moltiplicare all’infinito le luci e gli spazi, ti sembrerà di rivivere le feste organizzate dai Cerralbo, e di risentire l’orchestra che suonava nella tribuna superiore.

 

CURIOSITÀ: Negli affreschi del soffitto della sala da ballo puoi ammirare le divinità dell’Olimpo raffigurate in modo assai disinvolto, quasi “osé”. In un angolo, di spalle, con una giacca rossa, puoi riconoscere lo stesso marchese, che vigila non solo sulle feste del suo palazzo, ma anche sulla visita che hai appena terminato!  

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