PRADO, EL GRECO

Durata file audio: 2.49
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

Un personaggio inimitabile nella pittura del secondo ’500 che rimarrà sicuramente legato ai tuoi ricordi del Prado è Domenikos Theotokopoulos, nato sull’isola di Creta. A quel tempo Creta faceva parte della Serenissima Repubblica di Venezia, e dopo essersi formato presso un pittore di icone, l’artista si trasferì in Italia, soggiornando nella Venezia di Tiziano e Tintoretto e nella Roma di Michelangelo.

Ma a un certo punto lascia l’Italia e si trasferisce a Toledo, dove diventerà “el Greco”, cioè sicuramente il più originale pittore attivo in Spagna fra quelli della sua generazione.

Siamo nell’epoca della Controriforma cattolica, e nei suoi quadri d’altare puoi cogliere un modo originalissimo di rinnovamento dell’arte sacra. I suoi dipinti sacri tanto più intensi e commoventi perché sono opere “senza sfondo”, in cui tutte le figure campeggiano in uno spazio vacuo e irreale, con colori fosforescenti e gesti bloccati: quasi come se conservassero un legame con le icone bizantine che l’artista aveva ammirato e copiato nella gioventù trascorsa a Creta. Ti consiglio di cominciare dalla Resurrezione, il quadro d’altare che è una delle sue opere più significative.

Il formato prediletto per le grandi composizioni di El Greco è un rettangolo molto allungato in verticale. Questa insolita proporzione dà slancio alle figure affusolate, e consente di impostare scene su due livelli, uno sopra l’altro. Nella parte bassa, spesso più scura nei toni, le figure ti appaiono più corporee, più terrene; nella parte alta, viceversa, sei abbagliato dalle apparizioni divine e dai cori angelici, e la luce esplode fino a dissolvere le immagini.

Nella fase matura della carriera, superati i problemi economici e stabilitosi definitivamente a Toledo, il pittore diede piena espressione al suo profondo senso mistico. L’opera della Crocifissione te ne offre un esempio di grande impatto: guarda com’è impressionante il particolare dei due angeli che raccolgono il sangue di Cristo ai piedi della Croce. Per coinvolgerti emotivamente, El Greco dipinge scene visionarie, di una suggestione irreale e deformata: uno stile inconfondibile, che inaugura la straordinaria stagione del Siglo de oro, il “secolo d’oro” del ’600 spagnolo, ma che rimane inimitabile. El Greco rimarrà, in fondo, una figura a sé stante, senza eredi artistici.

 

CURIOSITÀ: Le figure allungate di El Greco hanno sempre suscitato curiosità: alcuni studiosi ritengono che il pittore fosse astigmatico, un difetto visivo che provoca distorsioni nell’immagine.

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