MUSEUM OF MODERN ART, VISITA

Durata file audio: 2.32
Italiano Lingua: Italiano

Le quasi 200.000 opere del MoMA, in continua crescita, vengono esibite lungo i suoi sei piani e il modo migliore per ammirarle è iniziando la visita dall’alto.

Partendo infatti dall’ultimo piano, oltre alle esposizioni temporanee potrai anche ammirare, attraverso le ampie vetrate, il dinamico quartiere di Midtown, come se si trattasse di un’atipica opera d’arte contemporanea.

Al quinto piano, t’imbatterai nella prima delle due parti dell’esposizione dedicate alla scultura e alla pittura, un vero e proprio paradiso terrestre decorato con capolavori di Van Gogh, Monet, Picasso o Cézanne, solo per citarne alcuni. E se tutto ciò non bastasse, al piano inferiore potrai affrontare la seconda parte di questa sezione, occupata da meravigliose e originali creazioni attribuibili alla pop art e al realismo americano dove spiccano i nomi di Warhol, Hopper, Pollock, Matisse e tanti altri.

Se invece le tue passioni sono l’architettura, il design e la fotografia, il terzo piano è il tuo regno, così come il secondo lo è per gli amanti dell’arte contemporanea, dei libri illustrati e dei mezzi audio-visivi.

Una volta giunto al primo piano, potrai concederti una meritata pausa nel suggestivo Sculpture Garden, di cui ti ho già parlato: qui, oltre a rilassarti, potrai anche interagire con le sculture esposte.

Ad ogni modo devi sapere che nel MOMA non tutto è arte, o forse sì, se la gastronomia può essere considerata una delle sue tante espressioni. Infatti, al 5º piano puoi trovare una splendida terrazza panoramica dove potrai concederti un vero e proprio capriccio nel famoso pluristellato ristorante “The Modern”, che si affaccia sullo Sculpture Garden: è lo stesso dove Carrie, la protagonista del famoso telefilm “Sex and the City”, raccontava alle sue entusiaste amiche la notizia del suo fidanzamento.

Curiosità: Forse ti sorprenderà sapere che il MoMA è stato il primo museo ad alloggiare nel 2014 una esposizione temporanea dedicata ai video-games o, meglio, ai videogiochi vintage, suscitando non poche polemiche tra i puristi dell’Arte.

La giustificazione di tale mostra si fondava sulla “semplice” constatazione che Pac-Man, Tetris e compagnia, con i loro codici informatici, erano e continuano ad essere, brillanti esempi di design interattivo. Inutile dire che la curatrice della mostra, senza volerlo, è diventata l’idolo dei bambini di ogni età!

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