CASTELLO SFORZESCO, PIETA' RONDANINI - MICHELANGELO

Durata file audio: 2.07
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

Stai entrando in una lunga sala rettangolare; trattieni il fiato, perché stai per vedere un capolavoro. Una statua di Michelangelo, la Pietà Rondanini. C’è soltanto lei in quella sala: è così importante che non si poteva metterle vicino nient'altro. Anzi, se non hai il tempo di visitare tutto il Castello Sforzesco, dovresti cominciare da qui.

 

Noterai subito che non è finita: Michelangelo è morto mentre ci lavorava, a quasi novant’anni. Come saprai, la parola “Pietà” indica il soggetto della statua: cioè la Madonna che regge tra le braccia il corpo del figlio Gesù appena tirato giù dalla croce.

 

La Pietà Rondanini si presenta dal retro, di schiena. A prima vista ti sembrerà quasi un blocco di marmo grezzo. In effetti, girando intorno alla scultura noterai che certe parti sono ben rifinite, per esempio le gambe del Cristo. I volti invece sono appena abbozzati, e ci puoi distinguere facilmente i segni dello scalpello. Sulla sinistra si vede anche un braccio di Cristo, che Michelangelo voleva cambiare di posto e che poi ha abbandonato.

 

Anche se non è finita, e forse anche per questo, si prova un sentimento di pena, di dolore guardando questa madre che stringe a sé il corpo del figlio morto, cercando di tenerlo in piedi ma non avendo la forza per farlo, e infatti lui sta scivolando a terra.

 

CURIOSITA': La Pietà Rondanini ne ha passate di tutti i colori, e se oggi tu la puoi ammirare è quasi un miracolo. Nel Seicento, era finita in una bottega di Roma. Quasi un secolo dopo, fu comprata dai marchesi Rondanini, dai quali ancora oggi prende il nome, che la misero nella loro biblioteca. Poi passò di qua e di là, finché fu acquistata dal Comune di Milano, che a un certo punto aveva stabilito di metterla addirittura nella prigione della città! Poi cambiò idea, fortunatamente, e oggi risplende in una sala tutta per lei nel Castello Sforzesco, un luogo degno del suo valore.

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