SAN PIETRO, STORIA DELLA BASILICA

Durata file audio: 2.51
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

E adesso ti racconto la storia della basilica, che coinvolge i più grandi architetti tra il ‘500 e ‘600. Fu l’architetto marchigiano Donato Bramante, nominato da papa Giulio II sovrintendente alle fabbriche papali, che impostò ai primi del ’500 la gigantesca mole della nuova basilica di San Pietro: il progetto prevedeva un edificio a pianta quadrata, con un enorme vano centrale coperto da una cupola di 40 metri di diametro. Bramante fa radere al suolo l’antica chiesa paleocristiana e imposta i colossali pilastri che in seguito verranno mantenuti come principale struttura di supporto.

Sotto la cupola della nuova basilica, il papa Giulio II decide di collocare il proprio grandioso monumento funerario. Per realizzarlo, fa venire a Roma Michelangelo. Dopo avere interrotto il lavoro per quattro anni per dipingere la volta della Cappella Sistina, Michelangelo continua ad adattarlo, spostarlo e ridurlo: il monumento è terminato solo quarant’anni dopo, e ora lo puoi ammirare addossato alla parete destra della chiesa di San Pietro in Vincoli. L’unica scultura rimasta del progetto originario è il Mosé, concepito come ritratto ideale del papa.

Rallentati dalla morte di Bramante e dall’invasione di Roma del 1527, i lavori alla basilica riprendono con Paolo III Farnese, che incarica Michelangelo di riprendere e sviluppare la struttura bramantesca. Ma soprattutto il suo compito principale è di realizzare la cupola, la parte più importante della nuova basilica.

Alla morte di Michelangelo però era finita solo la base della cupola, circondata da coppie di colonne alternate a 14 finestroni, ma fu l’architetto lombardo Giacomo della Porta a portarla a termine solo una trentina d’anni più tardi.

Ai primi del ‘600 furono prolungate le navate e la basilica, che Bramante e Michelangelo avevano concepito a pianta quadrata, prese forma di croce.

Tieni presente che quando l’immensa basilica fu consacrata, sorgeva ancora su una vasta spianata al centro della quale si alzava solitario l’obelisco egizio; e all’interno doveva apparire immensa ma spoglia, quasi una successione di spazi vuoti. È stato solo grazie agli interventi di Bernini che la basilica e la piazza si sono trasformate nello scenario spettacolare delle più solenni celebrazioni della Chiesa cattolica.

 

CURIOSITÀ: Il papa Urbano VIII sostenne l’architetto Bernini commissionandogli moltissimi lavori. I due pranzavano insieme ogni domenica. I romani dicevano: “se Gianlorenzo non gli rimbocca la coperta il papa non dorme”!

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