ACCADEMIA CARRARA, SALA 17

Durata file audio: 2.50
Italiano Lingua: Italiano

La stanza diciassette è dedicata ai ritratti severi e malinconici eseguiti tra il 1570 e il 1575 da Giovan Battista Moroni. Il pittore, originario della bergamasca, è stato un insuperabile ritrattista della piccola aristocrazia di provincia e dell’agiata borghesia che viveva lontana dalle grandi città e dalle mode artistiche ricavando la propria ricchezza dai commerci o dalla rendita delle proprietà. I suoi personaggi sono immobili, vestiti in modo austero, spesso su uno sfondo vuoto e uniforme.

 

Comincia dai due ritratti dei coniugi Spini, Bernardo e Pace Rivola. Spiccano perché sono a figura intera: Bernardo era un commerciante e un uomo politico e colpisce per il vestito rigoroso e alla moda spagnola del tempo, dai forti contrasti tra il nero del tessuto e il bianco dei polsini, del biglietto e dei guanti.

Speculare a quello del marito, il ritratto della moglie Pace si presenta in modo semplice, senza vesti sfarzose e gioielli, con un abito di colore rosso allacciato fin sotto il mento ed una veste di colore nero.  I due dipinti hanno la medesima grandezza e lo stesso sfondo perché un tempo erano affiancati nella casa dei coniugi.

 

Passa ora al “Ritratto di vecchio seduto”.

 

È un dipinto di straordinaria intensità psicologica, e uno dei più memorabili della sala: il soggetto indossa una confortevole veste foderata di pelliccia e sembra avere appena chiuso il libro che stava leggendo. Tutti gli studiosi percepiscono lo sguardo interrogativo del vecchio seduto come fosse una sorta di rimprovero per averlo disturbato nella lettura del suo libro… Sei d’accordo anche tu?

 

Altrettanto profondo lo sguardo del quadro intitolato “Ritratto di gentiluomo ventinovenne”, col volto come sospeso sul candido colletto.

 

Passa ora al Ritratto di bambina di casa Redetti; non puoi non notare il quadro anche se è piccolo, perché è molto luminoso.

Come vedi, secondo l’uso del tempo, la bambina è vestita in stile spagnolo come gli adulti. Il tono ocra della veste contrasta con il bianco della sottana la cui lucentezza fa pensare ad una stoffa in raso. Il collare di tessuto pieghettato, incornicia il volto infantile, sospeso tra timidezza e fierezza di posare.

 

Curiosità: Nel Cinquecento, al tempo della dominazione spagnola sulla Lombardia, gli aristocratici dovevano adeguarsi alla severa moda spagnola, dominata dal colore nero, imposta dal bigotto re spagnolo Filippo II. 

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