BRERA PINACOTECA, CRISTO MORTO - A. MANTEGNA

Durata file audio: 2.16
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

Ti trovi davanti a uno dei quadri più significativi di questa pinacoteca e a quello che, in un sondaggio, è risultato anche quello più amato dai visitatori. Eppure non è certo un dipinto allegro. Per la delicatezza estrema dei colori, per il soggetto drammatico e per l’impressionante virtuosismo della prospettiva impone una cura particolare nel modo di esporlo. Di sicuro il fatto di trovarsi al centro di una sala lunga e relativamente stretta, con un colore delle pareti e un'illuminazione particolare, lo valorizza ulteriormente.

Il Cristo morto è un quadro straordinario non solo per la sua bellezza, ma anche perché è una delle rare opere del XV secolo dipinte su tela, e non su legno. Se sei stupito dai toni spenti dei colori e delle luci non dimenticare che la scena è ambientata in un interno in penombra.

Il quadro fu realizzato da Andrea Mantegna negli ultimi anni della sua vita, poco dopo l'anno 1500, e sembra che il pittore lo dipinse per decorare la propria cappella funeraria. Tuttavia, quando il pittore morì, i suoi figli furono costretti a venderlo per pagare i debiti che aveva lasciato.

Il corpo di Cristo, lavato, cosparso di unguenti e preparato per la sepoltura, appare deposto su una gelida tavola in marmo rossastro, chiamata “pietra dell’Unzione”, che qui è messa in particolare evidenza. Proprio a Mantova, dove Mantegna morì, era conservata come una reliquia una scheggia di questa lastra di marmo, proveniente dal Santo Sepolcro di Gerusalemme.

All’estrema sinistra della scena puoi intravedere alcuni personaggi intensamente segnati dal dolore: Maria in lacrime, molto più anziana di come appare di solito nelle scene di crocifissione, l'apostolo Giovanni che si torce le mani, e una terza figura, forse la Maddalena, di cui si scorge solo una piccola porzione del viso.

 

CURIOSITÀ: Se osservi il quadro con attenzione, ti accorgerai che esso non segue perfettamente le leggi della prospettiva. Una rappresentazione "realistica" avrebbe richiesto di dipingere i piedi più grandi, ma questo avrebbe rischiato di ridicolizzare il personaggio di Gesù. Mantegna scelse quindi deliberatamente di rimpicciolirli.

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