POMPEI, AFFRESCHI

Durata file audio: 2.52
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

Anche se molti dipinti murali sono stati staccati dalle pareti e oggi per vederli devi recarti al museo archeologico, sono ancora molte le case pompeiane che mantengono parte della decorazione pittorica.

Gli stili usati per la pittura delle pareti pompeiane sono assai originali e di solito vengono distinti in quattro categorie. Il Primo Stile è detto “strutturale” perché consiste nella pittura di semplici riquadri e pietre sbozzate che emergono dalla parete evidenziando la struttura muraria e simulando un rivestimento di marmi colorati. È evidentemente la decorazione più semplice ed economica. Fra i migliori esempi di questo stile ci sono i dipinti della casa di Sallustio e della casa del Fauno.

Il Secondo Stile è detto “architettonico” perché ha grandi riquadri con raffigurazioni alternate a prospettive architettoniche. Quindi le pareti sembrano ornate di archi, colonne, edicole, che invece sono solo dipinti. Tra questo tipo di “illusionismi” vedrai anche elementi di grande originalità come finti quadri appesi o paesaggi che sembrano stendersi oltre i muri su cui sono dipinti. Lo spazio delle stanze ti apparirà quindi più o meno grande a seconda degli elementi che vi sono dipinti. Questo stile è caratteristico del primo secolo avanti Cristo e ne puoi vedere vari esempi nella Casa del Labirinto, e soprattutto nel fregio della villa dei Misteri.

Il Terzo stile è detto “ornamentale” perché mostra grande cura nei dettagli e nella rifinitura dei colori e dell’esecuzione. Invece delle complesse prospettive del precedente c’è solo qualche elemento architettonico dipinto per dividere le superfici. Le figure spiccano su un fondo a colore unico compatto, come se invece della parete ci fosse uno spazio indefinito. Viene utilizzato a partire dal 14 d.C. e i suoi migliori esempi li troverai nella Casa di Lucrezio Frontone.

Il Quarto stile è detto “fantastico” perché è contraddistinto da architetture e prospettive totalmente irreali e stracariche di elementi decorativi. È il più recente dei quattro, come dedurrai dal fatto di trovarlo nelle ville che erano state ricostruite o erano in ricostruzione dopo il disastroso terremoto del 62 d.C.

 

CURIOSITÀ: Un altro tipo di bottega importante a Pompei era il Thermopolium, l’antenato del nostro ristorante, molto frequentato. Eccoti una ricetta d’epoca: datteri di Babilonia farciti con noci, pinoli o pepe, salati e fritti nel miele!

Finisce qui la nostra visita degli scavi di Pompei. MyWoWo ti ringrazia e ti dà appuntamento a un’altra Meraviglia del Mondo!

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