POMPEI, CASE PRIVATE

Durata file audio: 2.53
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

Prima di cominciare la visita di Pompei, ti ricordo che la tipica casa di famiglia pompeiana comprendeva parti quasi totalmente coperte, dette atria, ad altre quasi totalmente scoperte, dette peristilia; tra l’atrio e il peristilio c’era la zona più sacra alla famiglia: era il tablinum, la stanza in cui si ricevevano gli ospiti.

Il tuo percorso incomincia dalla cosiddetta Casa del Fauno, dove trovi all’ingresso una bella iscrizione a mosaico destinata agli ospiti. Questa domus aveva due atri: uno a sinistra per la parte principale, l’altro a destra, con quattro colonne al centro e un ingresso autonomo, per la parte privata dell’abitazione. C’erano anche due peristili con giardino: la parte di convoglio dell’acqua dell’atrio principale era riccamente decorata con tarsie marmoree e con la bellissima statua del Fauno che dà nome alla domus. La sala più nobile di questa ricca abitazione era detta exedra, e conteneva un prezioso mosaico pavimentale rappresentante la Battaglia di Alessandro Magno contro Dario, che oggi puoi ammirare al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Dalla Casa del Fauno passerai alla Casa dei Vettii, dal nome della famiglia che ne era proprietaria. Preparati a gustare la sua raffinata decorazione pittorica, con motivi architettonici e deliziose scene rappresentanti giochi e competizioni sportive.

Nella cosiddetta Casa di Menandro vedrai invece una quantità di dipinti che traggono ispirazione da scenari teatrali. Uno dei proprietari era imparentato con la moglie di Nerone, Poppea, ed era certamente un appassionato di teatro; infatti in una stanza si era fatto fare un ritratto del famoso commediografo greco Menandro, che riconosci dal nome scritto sull'orlo dell'abito e dal rotolo che ha in mano.

Ma il più celebre complesso di affreschi lo trovi nella cosiddetta Villa dei Misteri, fuori dalle mura della città. Ci arrivi uscendo dalla Porta di Ercolano, percorrendo la Via dei Sepolcri, fiancheggiata da tombe, e oltrepassando la Villa di Diomede. Purtroppo non è sempre aperta al pubblico, quindi informati prima! In una delle stanze ammirerai un ciclo di scene di grandi dimensioni realizzato da un artista locale. È rimasto praticamente intatto, e raffigura una serie di riti e di cerimonie a cui si sottopone una giovane donna per entrare a conoscenza dei “misteri” di una religione orientale.

 

CURIOSITÀ: A Pompei, la sera, i servi aprivano l’acquedotto per pulire le strade: tra le pietre delle vie erano sistemati dei sassi bianchi che rifrangevano la luce della luna, in modo da consentire i lavori di pulizia. Praticamente erano i primi catarifrangenti!

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