GALLERIA BORGHESE, DIPINTI

Durata file audio: 2.57
Autore: STEFANO ZUFFI E DAVIDE TORTORELLA
Italiano Lingua: Italiano

La Galleria Borghese è un perfetto esempio del collezionismo barocco: i dipinti e le statue sono inseriti in una cornice di affreschi, marmi, mosaici e decori, che ti trasmettono non solo un’idea di fasto, ma anche e soprattutto un’impressione di sensualità piena, ricca e morbida. In ogni sala di questo museo troverai quadri o sculture che parlano d’amore. In alcuni casi, è l’amore rarefatto e intellettuale che si esprime attraverso i simboli, come nel caso dell’opera intitolata Fanciulla con l’unicorno di Raffaello; in altri casi, invece, è evidentissimo il tema erotico.

E allora tuffati in questa galleria di sensualità cominciando dal quadro intitolato Danae di Correggio, grande maestro parmigiano del primo ’500. È uno dei quadri più erotici della storia: con un gesto esplicito, e l’aiuto di Amore che scosta le lenzuola, la fanciulla accoglie Zeus che la possiede sottoforma di pioggia d’oro: ogni curva del suo morbido corpo è un invito all’amore.

Questo capolavoro fa parte del ciclo degli “amori di Zeus”, quattro tele che Correggio dipinse su commissione del duca di Mantova Vincenzo Gonzaga.

A Correggio risponde Tiziano con il quadro intitolato Amor Sacro e Amor Profano. Due fanciulle bionde, così simili che sembrano gemelle, sono circondate da simboli che inneggiano alla bellezza, alla pienezza dei piaceri, all’unione fisica dei corpi. È come un fremito, la sensualità si propaga dalle ragazze alla natura, scuotendo il paesaggio: Tiziano venticinquenne ti invita ad affondare le dita nella freschezza delle carni, nell’oro rossiccio dei capelli.

Alle pene amorose allude invece il quadro intitolato la Venere di Lucas Cranach il vecchio, uno dei massimi pittori del Rinascimento tedesco: la dea indica sorridendo il figlioletto Cupido che si lamenta per le punture delle api. Il quadro ti ricorda che le “punture” dell’amore possono fare molto più male di quelle delle api!

Passando al ‘600, ti segnalo anche il quadro intitolato la Caccia di Diana di Domenichino, capolavoro al femminile, con ninfe che fanno il bagno nude in un laghetto cristallino mostrando gli acerbi corpi adolescenti.

Fra tante opere sull’amore, fa eccezione il quadro intitolato il Trasporto di Cristo al sepolcro di Raffaello, capolavoro drammatico del 1507. Fu commissionato da una gentildonna di Perugia il cui figlio era stato ucciso: la madre si identifica con Maria, svenuta dal dolore.

 

CURIOSITÀ: Ma il massimo dell’eros lo tocca la celebre statua di Paolina Borghese di Canova. In origine il marmo era spalmato di cera rosata e mostrato alla luce di una torcia solo a pochissimi, selezionati ospiti.

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